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Wavelets
L’obbiettivo
dell’analisi basata sulle wavelets è quello di convertire le informazioni
di un segnale in componenti (coefficienti) che possono essere manipolati,
immagazzinati, trasmessi, analizzati o usati per ricostruire il segnale
originale, con l’importante peculiarità che un numero limitato di componenti
contiene le informazioni rilevanti.
Tra i possibili utilizzi nei più svariati settori, la trasformata continua
wavelet o, più in generale le famiglie di funzioni wavelet, sembrano essere
particolarmente adatte all’analisi delle serie storiche finanziarie
caratterizzate da non-linearità, offrendo una trasformazione dei dati
particolarmente attraente in forma naturale ed integrata. Tali tecniche
consentono di analizzare ed esplorare dettagli di dati che altre metodologie
di analisi non permettono di esaminare, quali i trends, le discontinuità
di ordine più elevato e i punti di rottura.
Uno dei maggiori risultati è che l’analisi delle wavelets può comprimere
un segnale e rimuoverne i disturbi senza apprezzabile degrado pur
conservando le componenti ad alta e bassa frequenza. Sui principali strumenti
finanziari (valute, indici di borsa, future obbligazionari) è possibile
ricevere decine di ticks al minuto. Data la mole di dati è comune l’utilizzo
di medie mobili di varia natura al fine di rimuovere il rumore (smoothing,
de-noising). Tali indicatori, tuttavia, introducono un lag temporale nell’analisi
dei prezzi che si traduce spesso in un ritardo di operatività fatale.
L’utilizzo della trasformata wavelet può consentire di ridurre il contenuto
di rumore presente nel segnale, limitando fortemente quelle controindicazioni
legate al lag temporale. Operativamente, a livello intuitivo, si applica
la trasformata wavelet al segnale, si eliminano i coefficienti legati
alle componenti (frequenze) indesiderate e infine si calcola la trasformata
inversa per ottenere il “segnale ripulito”.
Una ulteriore area importante di applicazione consiste nell’utilizzo della
trasformata wavelet nel preprocessing dei dati. L’idea è quella
di usare le wavelets per decomporre i dati in sottoinsiemi che siano più
facili da modellare. Da numerose verifiche effettuate su serie di prezzi
a vari orizzonti temporali (da dati intraday a dati settimanali) emerge
che solo il 10% circa delle componenti è necessario per una approssimazione
molto vicina del segnale dopo la trasformazione inversa. La conseguente
semplificazione degli inputs da fornire ad esempio ad una rete neurale
rappresenta un grande vantaggio nella fase di apprendimento, consentendo
di ottenere risultati previsionali interessanti.
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