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Risparmiatori e
investitori istituzionali |
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L’opinione del premio Nobel Prof. William F. Sharpe, contenuta nel suo "work in progress" disponibile via internet, è che debba esistere una separazione di funzioni tra Risparmiatori, eventualmente assistiti da Analisti, e Investitori Istituzionali. Il Prof. Sharpe ritiene utile e necessaria una distinzione tra chi deve attuare le scelte di allocazione tra classi di attività finanziarie (azioni, obbligazioni, titoli di stato, cash) e chi offre servizi di investimento standardizzati, quali fondi di investimento o fondi pensione, senza essere in grado di comprendere a fondo le motivazioni ed esigenze di ciascun investitore individuale. Corollario di questa opinione è che ciascun prodotto finanziario debba essere identificato da un chiaro obiettivo di investimento ed un relativo benchmark. Nel caso in cui non si abbia a dsiposizione un approccio che consenta di "battere" l’indice di riferimento si può ricorrere a modalità di gestione passive, i cosiddetti index funds, che presentano inoltre il vantaggio di avere costi di gestione estremamente contenuti. Il compito che ci siamo assegnati nella rubrica mensile pubblicata su M. è dunque in linea con il pensiero del Prof. Sharpe: la costruzione e la manutenzione di un portafoglio azionario globale avente per benchmark l’indice Dow Jones World. Il portafoglio suggerito risponde alla logica del "fully invested", ovvero è sempre al 100% in azioni. Le scelte partono dal "caso base" rappresentato dall’allocazione neutra dell’indice: ogni deviazione espone al rischio di ottenere performance inferiori rispetto al benchmark e viene dunque perseguita solo se sostenuta da forti motivazioni. Partendo ogni volta dai pesi neutri si evita inoltre di attribuire pesi eccessivi a regioni e settori relativamente meno importanti. In definitiva, è estremamente utile da un punto di vista metodologico separare le scelte di composizione per macro-categorie (settori e regioni) dalle scelte relative al peso da assegnare alle diverse classi di attività finanziarie. Queste ultime scelte vengono effettuate tramite l’utilizzo di modelli completamente diversi rispetto a quelli che ci portano a selezionare l'allocazione per settori e aree geografiche. |