L’inerzia dei settori vincenti e perdenti

Paolo Tenti – 26 Ottobre 2000


A livello di settore nel periodo trascorso (21/7/2000 – 25/8/00) si sono verificate forti disparità di andamento: tra settore migliore (Energia +8,2%) e peggiore (Telecomunicazioni –14,9%) c’è una disparità di performance del 23,1%! Tale differenza di performance tra settori non è certo una sorpresa per chi come il sottoscritto ripropone in modo quasi ossessivo il tema dell’analisi settoriale come supporto fondamentale alle decisioni di investimento. A parziale giustificazione dell’insistenza su tale tema posso portare anche dell’evidenza empirica su periodi di tempo molto più estesi. Sulla prestigiosa rivista accademica Journal of Finance è stato pubblicato un articolo di Tobias J. Moskowitz e Mark Grinblatt dal titolo “Do Industries Explain Momentum?”. In tale articolo gli autori attribuiscono la maggior parte dei movimenti osservati nei singoli titoli azionari al momentum di settore, ovvero alla tendenza dei rendimenti azionari a lievello di settore a persistere nel tempo. Viene esaminato il periodo 1963-1995 dividendo l’universo del mercato azionario USA in 20 settori. Vengono poi formati due portafogli – i vincenti e i perdenti – sulla base dei rendimenti dei settori durante un certo periodo di tempo, chiamato lag period. Il portafoglio dei vincenti contiene i tre migliori settori nel periodo, mentre i perdenti includono i tre peggiori. Gli autori formano quindi dei portafogli che investono nei tre settori vincenti nel periodo precedente e vendono allo scoperto i tre settori perdenti per un dato periodo di detenzione (holding period). Alla fine dell’holding period i portafogli vengono liquidati e ribilanciati sulla base del più recente lag period. Questa procedura viene ripetuta sull’intera lunghezza del campione, pari a 33 anni. La performance di tale strategia di investimento è stata misurata su un lag period e su un holding period di 6 e 12 mesi. In tutte le combinazioni di periodi la strategia ha reso tra lo 0,40% e lo 0,53% al mese in più rispetto al mercato. Da notare è che tali performance positive registrate sono il risultato di una sovraperformance dei settori vincenti insieme ad una sottoperformance dei settori perdenti nel lag period. Dato che la vendita allo scoperto può essere problematica per un certo numero di investitori, Moskowitz e Grinblatt hanno identificato quale porzione dei rendimenti sia generata dalla sovraperformance e dalla sottoperformance rispetto al settore mediano, giungendo alla conclusione che eliminando la vendita allo scoperto i rendimenti diminuirebbero di circa un quinto. Gli studi accademici come quello citato si riferiscono ad un paniere di titoli di grandi dimensioni. Tale caratteristica è naturalmente desiderabile dal punto di vista della significatività statistica dello studio. L’implementazione della strategia di investimento richiede tuttavia mezzi computazionali in grado di costruire verifiche aggiornate e applicazioni operative in tempo reale volte alla costruzione dei portafogli.