L’analisi quantitativa di portafoglio

Paolo Tenti – 26 Agosto 2000

L’analisi quantitativa di portafoglio (Modern Portfolio Theory) riguarda i metodi che consentono di selezionare e gestire un portafoglio di titoli, massimizzando il rendimento atteso compatibilmente con un certo livello di rischio ritenuto accettabile. Per il contributo allo sviluppo dell’apparato teorico su cui si fonda tale branca dell’analisi finanziaria gli economisti Tobin, Markovitz e Sharpe hanno ricevuto il Nobel. Il rischio associabile a un investimento in azioni è legato alla possibilità di ottenere rendimenti inferiori a quelli previsti all’atto della decisione d’investimento. L’analisi quantitativa di portafoglio consente di valutare in modo semplice e preciso, e quindi anche di gestire, tale rischio. Tale filone dell’analisi finanziaria si fonda su due importanti assiomi: 1. Tutte le decisioni d’investimento vengono compiute in situazioni d’incertezza; 2. Gli sforzi per ottenere un rendimento atteso più elevato generalmente conducono ad un maggiore grado di rischio. Il primo assioma implica che tali decisioni devono essere prese solo dopo aver esplicitamente tenuto in considerazione l’impatto della variabilità dei rendimenti previsti, utilizzando metodi statistici. Non vi sarebbe bisogno di tale considerazione esplicita, e quindi di un approccio disciplinato all’investimento azionario, se le valutazioni riguardo alle prospettive di rendimento dei titoli avessero il carattere della certezza. Viceversa, la componente d’incertezza riguardo alla redditività di ciascun investimento fa sì che l’applicazione operativa dell’analisi quantitativa di portafoglio assuma notevole importanza.

La caratterizzazione dell’incertezza dell’investimento viene effettuata tramite una misura statistica, la deviazione standard o scarto quadratico medio, la quale cattura il grado di dispersione della distribuzione di probabilità dei rendimenti attesi. Tale misura della variabilità del rendimento atteso dall’investimento in un titolo azionario può essere divisa in due componenti. La parte che può potenzialmente essere eliminata attraverso la diversificazione del portafoglio viene chiamata rischio specifico. La diversificazione opera nel senso di ridurre il rischio poiché i prezzi delle azioni non si muovono esattamente insieme: utilizzando la terminologia statistica si può dire che le variazioni dei corsi azionari non sono perfettamente correlate. La parte del rischio totale che non può essere diversificata viene chiamata rischio di mercato o rischio sistematico. L’analisi quantitativa di portafoglio fa ormai parte del patrimonio di conoscenze della comunità finanziaria per quanto riguarda: 1. la selezione di investimenti azionari, 2. l’analisi del rischio a livello di portafoglio, 3. l’analisi della diversificazione e delle capacità previsive, 4. La valutazione della performance. La crescente volatilità dei mercati azionari rende ancor più evidente come l’analisi dei diversi gradi di rischio a livello di singolo titolo, di settore e di mercato sia di estrema importanza per la gestione del rischio di portafogli azionari.