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L'importanza dell'allocazione
settoriale |
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Uno dei leit-motiv della nostra ricerca è che l’allocazione settoriale sia almeno altrettanto importante dell’allocazione geografica. Alla possibile obiezione che le performance positive di determinati settori possono essere comunque concentrate nelle regioni con le migliori performance si può rispondere che spesso le migliori opportunità di investimento si annidano nei migliori settori dei peggiori mercati. A titolo di esempio possiamo citare il caso di un titolo europeo, la finlandese UPM-Kymmene www.upm-kymmene.com , appartenente al settore delle Materie di base. Si tratta di uno dei maggiori produttori mondiali di carta con vendite pari a 8,4 miliardi di Euro nel 1998, che ha nell’integrazione verticale (la società possiede 940.000 ettari di foreste in Finlandia) un notevole vantaggio in termini di efficienza rispetto ai concorrenti. Per il 1999 si ipotizza che la società abbia un P/E inferiore a 12, a cui si dovrebbe aggiungere un dividendo nell’ordine del 4% del prezzo attuale. Un’ulteriore dimostrazione deriva dall’analisi del titolo Softbank www.softbank.co.jp quotato alla borsa di Tokyo. Nonostante un articolo pubblicato su Business Week nell’agosto 1998 avesse rivelato anche agli investitori più disattenti che il 31% di Yahoo! fosse posseduto dalla giapponese Softbank, alla salita verticale di Yahoo! faceva da contraltare l’andamento sonnacchioso del titolo Softbank. Il ritardo del titolo il cui mercato era in una fase negativa rappresentava tuttavia una grande opportunità in quanto dopo qualche mese sarebbe partita un’ondata di rialzi che avrebbe portato Softbank a triplicarsi. La società possiede attualmente il 28% di E*Trade, il 28% di GeoCities, il 28% di Yahoo!, il 58% di Yahoo!/Japan e il 72% di Ziff-Davis. Le plusvalenze non realizzate ammontano a circa 14 milardi di dollari e si stima che circa il 25% dello "cyberspace" graviti nell’orbita della società giapponese. Considerare la Softbank una holding è tuttavia riduttivo in quanto nella "pipeline" ci sono potenzialmente 85 piccole Yahoo. Come è stato possibile che per diversi mesi la Softbank rimanesse pressochè immobile di fronte all’esplosione dei titoli Internet al NASDAQ? La risposta è che i mercati non sono cosi’ efficienti come qualche accademico ancora ritiene, e sono dunque ricchi di opportunità. Altro scritto sullo stesso tema (16 Febbraio 2000) Mai come in questo scorcio d'anno è emersa in tutta evidenza l'importanza dell'allocazione dei portafogli azionari per settore. Tale fenomeno non rappresenta certo una novità sui mercati azionari più evoluti (Stati Uniti, Giappone e Gran Bretagna), ma si manifesta ora in tutta la sua rilevanza anche sui mercati europei. Esaminando l'indice Dow Jones Stoxx dall'inizio dell'anno su 21 settori 13 perdono più del 7% e 2 guadagnano più del 16%. Negli Stati Uniti su 70 settori degli indici Dow Jones vi sono differenze medie tra i 10 migliori e i 10 peggiori nell’ordine del 50%. Ciò significa che guardando solo all'andamento degli indici azionari "nazionali" non si riesce ad avere una visione di sintesi dell’andamento e delle tendenze intrinsiche al mercato. Un buon punto di partenza per un’analisi approfondita dei movimenti di settore può essere costituito dall’esame dei macro-settori a livello globale, così come vengono presentati nelle tavole qui a fianco. A partire da questo mese gli indici Dow Jones Global sono stati ristrutturati tramite la creazione di due nuovi settori: Salute e Telecomunicazioni e l’eliminazione del Multi-settore. L’analisi dei macro-settori rappresenta tuttavia solo il primo passo in quanto essi sono troppo ampi per essere strategicamente significativi. Secondo la definizione di Michael E. Porter della Harvard Business School un settore industriale o di servizi è formato da un gruppo di aziende che producono prodotti o servizi in concorrenza diretta fra loro. Corollario di questa definizione è che il « settore » Internet non esiste. Piuttosto molte aziende usano internet come elemento integrante della loro strategia competitiva. Amazon compete nel settore delle vendite al dettaglio senza avere negozi, Yahoo si ritaglia una quota crescente di budget pubblicitari senza avere televisioni o carta stampata, Dell è divenuto il produttore di PC numero uno al mondo senza avere rivenditori. Sarebbe tuttavia un errore considerare queste aziende come facenti parte di un unico settore, in quanto ciascuna azienda deve soddisfare bisogni di consumatori e si confronta con concorrenti molto diversi tra di loro. Nella pratica tracciare i confini tra i settori è inevitabilmente una questione di sfumature; è tuttavia di fondamentale importanza ai fini delle decisioni di investimento in quanto i settori differiscono ampiamente quanto al grado di redditività strutturale e ai relativi tassi di crescita. La redditività media nella farmaceutica e nella cosmetica è molto elevata, per esempio, mentre non lo è nel tessile e nell’acciaio. I tassi di crescita di molti settori appartenenti al comparto Tecnologico sono molto più elevati di quelli delle Materie di base. L’ultimo passo dell’analisi riguarda la strategia competitiva, ovvero il posizionamento più o meno favorevole dell’azienda all’interno del settore. Un’impresa che opera in un settore molto attraente potrebbe infatti non avere un grado di profittabilità soddisfacente con una posizione competitiva mediocre. |