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Quali sono le aziende
di livello mondiale che hanno le migliori potenzialità per sfruttare
nei prossimi anni le opportunità di crescita offerte dalla New
Economy? A tale domanda è molto difficile rispondere per le caratteristiche
stesse della nuova economia: velocità, innovazione e cambiamento
dei paradigmi di riferimento. Tuttavia, a voler azzardare una previsione
mi vengono in mente tre aziende.
Cisco (Nasdaq: CSCO) è il leader mondiale nelle apparrecchiature
che consentono la connessione ad Internet. È il numero 1 o il numero
2 in ciascun segmento di mercato nel quale è presente. L’ascesa
di Cisco non può che essere definita una delle più grandi
storie di successo dell’economia moderna. Da quando si è quotata
in borsa, nel 1990, le vendite sono passate da 62 milioni di dollari a
12,2 miliardi nel 1999. Con più dell’80% degli ordini che passano
dal proprio sito Internet, la società stessa rappresenta un modello
per altri gruppi industriali che vogliano sfruttare le potenzialità
della Net Economy. Il vantaggio competitivo di Cisco rispetto ai propri
concorrenti è notevole: piccole e grandi aziende non possono quasi
fare a meno dei prodotti della Cisco per le loro necessità di connessione
a Internet.
Oracle (Nasdaq: ORCL) è il principale fornitore mondiale di soluzioni
informatiche per la gestione delle informazioni. La società, con
vendite che sfiorano i 10 miliardi di dollari, offre soluzioni integrate
pronte a sfruttare l’infrastruttura di Internet per quanto riguarda gli
strumenti, gli applicativi e la gestione di banche dati, insieme alle
connesse attività di consulenza, di formazione e di supporto. L’obiettivo
di Oracle è semplice: diventare il punto di riferimento obbligato
per tutte le necessità aziendali legate all’e-commerce nell’era
digitale. Il raggiungimento di tale ambizioso obiettivo, annunciato con
enfasi qualche anno fa dal fondatore Larry Ellison, sembra avvicinarsi
con molta velocità, dato che la società sembra essere presente
in qualità di fornitore in tutte le iniziative di commercio elettronico
di una certa rilevanza.
Sony (Tokyo: , NYSE: SNE) si situa al centro della convergenza in atto
nell’economia digitale tra attività di intrattenimento (cinematografia,
musica e videogiochi) e tecnologia (elettronica audio-visuale digitale,
console per videogiochi, computers). Nelle parole, insolitamente dirette
per un giapponese, del numero uno dell’azienda Nobuyuki Idei: «
l’obiettivo è quello di trasformarsi in e-Sony, di diventare una
società integrata di elettronica e di intrattenimento a banda larga
». Con quasi 60 miliardi di dollari di vendite e una leggendaria
capacità di realizzare prodotti facili e divertenti da utilizzare
Sony sembra essere nelle condizioni ideali per sfruttare al meglio le
sinergie esistenti tra le sue varie aree di business. Sull’onda dello
straordinario successo di Playstation 1 (75 milioni di console vendute),
sembrano esserci tutte le premesse per una diffusione ancor più
capillare di Playstation 2, che rappresenta, con la sua integrazione di
un lettore DVD e la possibilità di scaricare videogiochi e filmati
da Internet, un esempio concreto della nuova e-Sony.
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