La rivoluzione di Internet
Paolo Tenti
- 16 Luglio 1999


Quali saranno gli effetti della rivoluzione internet sul mondo degli investimenti finanziari? La mia convinzione è che saranno molto più pervasivi e ravvicinati nel tempo di quanto si possa pensare. L’effetto più evidente ed immediato è sotto gli occhi di tutti: si stima che l’attività di intermediazione azionaria tramite internet abbia raggiunto negli Stati Uniti una quota del 30%-35% sul totale. Questo ha comportato una drastica riduzione delle commissioni e un diverso livello di servizio offerto ai clienti, a livello di esecuzione, visualizzazione in tempo reale del portafoglio, informazioni disponibili, ecc. . I giganti del settore hanno dapprima sottovalutato e poi si sono dovuti adattare alla legge del mercato, visti gli esplosivi tassi di crescita degli online brokers. Merril Lynch, il numero uno negli USA con 14000 brokers, ha recentemente adottato una nuova strategia: con ML Direct a partire dal 1 dicembre la società fornirà un servizio di online trading adeguando le commissioni a quelle del leader Schwab (29.95 dollari per transazioni fino a 1000 azioni).

Sarebbe tuttavia errato limitare gli effetti al Nord America e al mercato dell’intermediazione azionaria. Da un lato le attività coperte dai brokers online ormai si sovrappongono in modo quasi completo a quelle offerte dalle banche. Dall’altro l’attacco ai mercati europei ed asiatici sta partendo con notevole decisione da parte degli attori più importanti, e con i primi rilevanti successi: Schwab ha avuto in un anno una notevole espansione in Gran Bretagna avvicinandosi al miliardo di dollari di raccolta. Inoltre gli USA con il 53% della capitalizzazione mondiale rappresentano il naturale punto di riferimento obbligato per chiunque voglia entrare con una strategia di lungo termine nel settore.

E chi non vuole rinunciare alla sicurezza dell’utilizzo di primarie banche depositarie off-shore (Svizzera, Monaco, Liechtenstein, Caraibi)? Attualmente la "rivoluzione" tocca solo marginalmente i mercati finanziari off-shore. Su importi di intermediazione di una certa consistenza (ad esempio 100.000 dollari) può esistere un rapporto di 1 a 100 in termini di commissioni. Esistono inoltre altri oneri più o meno nascosti, quali spese per deposito titoli e spese di tenuta conto, che aggravano ulteriormente i confronti, in quanto inesistenti nei conti aperti presso gli online brokers. Tali enormi disparità, a mio parere, non possono durare per molto tempo e sarà inevitabile un abbassamento drastico delle commissioni anche da parte delle banche che per il momento sono rimaste arroccate sulle loro posizioni.

I veri vincitori sono due: il "fai da te", ovvero gli investitori individuali che decidono in prima persona gli investimenti e i gestori indipendenti. I primi sono in grado di superare uno degli ostacoli principali ad una gestione fatta in autonomia: la dimensione del patrimonio insufficiente ad ottenere una buona diversificazione del portafoglio. Grazie al previsto abbassamento generalizzato delle commissioni sarà possibile diminuire di molto la soglia a cui si può ottenere una buona diversificazione investendo direttamente sulla materia prima (azioni e obbligazioni di paesi diversi e in diverse valute) invece che sui semilavorati (fondi di investimento). Rimangono naturalmente le difficoltà in termini di allocazione tra classi di attività, per valuta, per aree geografiche e per settori e di selezione dei singoli titoli; è tuttavia da apprezzare il contributo ad una maggiore "democratizzazione " dei mercati nel senso che i costi di intemediazione e la disponibilità di informazioni e dati non saranno più un ostacolo in futuro.

Nella gestione di patrimoni sono insite tre distinte attività: la custodia dei titoli, l'intermediazione e la gestione in senso stretto, ovvero l'attività decisionale in materia di investimenti. I gestori indipendenti, attivi solo ed esclusivamente in quest'ultima area, sfruttano anch’essi i vantaggi derivanti dall’abbassamento delle commissioni in quanto è possibile trasferire direttamente ai clienti i risparmi in termini di migliori performance. Per i gestori indipendenti ulteriori possibilità si apriranno in un futuro non molto lontano, quando gli online brokers saranno in grado di offrire conti multivalutari che permettano di investire sui principali mercati azionari e obbligazionari mondiali.