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Evito di spiegare
cosa siano i covered warrants, visto che come il sottoscritto anche chi
legge sarà tempestato dalla pubblicità di banche che offrono tali prodotti.
L'ammontare degli investimenti pubblicitari può già essere considerato
un primo campanello di allarme per l'investitore. Per quale ragione gli
istituti bancari spendono una consistente parte dei loro budget pubblicitari
su prodotti di una complessità tecnica e di non immediata comprensione
quali i covered warrants? La risposta non può che essere, vista l'avvedutezza
dei managers bancari, negli alti margini di profitto offerti da tali prodotti.
Non è un caso che i covered warrants, e più in generale i cosiddetti prodotti
strutturati, siano più sviluppati in quei mercati finanziari (Germania,
Svizzera, Italia per citare i più importanti) dominati dalle banche, ovvero
dove non esiste un insieme di società di gestione e di intermediazione
indipendenti. Tali prodotti risultano essere quasi del tutto assenti dai
mercati più maturi (Nord America, Gran Bretagna e Giappone).
Vediamo ora l'altra faccia della medaglia. Da un lato ci sono le banche
che vendono prodotti proprietari, pur se quotati in borsa, e dall’altro
c’è il pubblico dei risparmiatori che acquista. Pur non essendo in linea
di principio proibito, al pubblico non è concesso di vendere questi strumenti
allo scoperto, cioè senza prima averli comprati. Non esistono dunque le
condizioni perchè si crei un vero mercato con compratori da una parte
e una pluralità di venditori strutturali dall'altra parte. Si presenta
quindi il rischio concreto che le valutazioni di tali strumenti scontino
livelli di volatilità implicita, e quindi di onerosità, molto più elevata
rispetto a strumenti succedanei quali le opzioni su futures di indici
di borsa e le opzioni sui singoli titoli azionari quotate alle borse valori
e borse futures. Non è nemmeno il caso di introdurre nel discorso i modelli
di valutazione delle opzioni (Black-Scholes e sviluppi successivi). La
ragione per cui i covered warrants sono spesso molto più onerosi di strumenti
ufficiali emessi da una borsa è legata alla mancanza di venditori strutturali
di tali strumenti, in aggiunta alla banca emittente, che impedisce operazioni
di arbitraggio qualora uno strumento si trovi fuori linea in termini di
prezzo. Inoltre, invece di un unico mercato si creano numerosi mercati
paralleli nei quali le diverse banche emittenti sono le uniche ad effettuare
l'attività di market maker. Viceversa, sugli strumenti emessi dalle borse
si concentrano gli sforzi di più operatori, i quali agiscono con logiche
ed obiettivi diversi gli uni dagli altri contribuendo a rendere il mercato
più liquido ed efficiente.
In conclusione, la mia opinione è che nelle condizioni attuali i covered
warrants siano strumenti da evitare in quanto spesso ci si trova di fronte
ad un mercato illiquido, frammentato e unidirezionale. Laddove esista
l'alternativa, è preferibile utilizzare opzioni su azioni e su futures
quotati su borse ufficiali.
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