In viaggio con Jim Rogers
Paolo Tenti
- 2 Novembre 1999


Jim Rogers, co-fondatore insieme a George Soros del Quantum Fund, sta compiendo un viaggio attorno al globo delle durata di tre anni. Chi volesse può seguire giornalmente l’itinerario collegandosi al sito www.jimrogers.com, trovando immagini, impressioni e informazioni di carattere sociale, economico, culturale e culinario. Non è la prima volta per Jim, avendo già compiuto il giro del mondo in moto della durata di quasi 2 anni tra il ’90 e il ‘92, il cui resoconto è contenuto nel libro Investment Biker.

A quasi un anno dall’inizio del viaggio ed avendo percorso in lungo e in largo Europa e Asia è particolarmente interessante conoscere l’opinione di Jim non solo perchè nella sua attività di investitore professionale ha registrato performance di tutto rispetto moltiplicando per 45 volte l’investimento iniziale nel corso dei 12 anni in cui ha gestito con Soros il fondo, ma anche perchè è nella posizione unica di poter visitare gli angoli più sperduti del pianeta e di poter formare un giudizio sulle opportunità e sui rischi dei mercati azionari, obbligazionari e valutari basandosi su informazioni di prima mano.

In sintesi, i messaggi forti che emergono dal colloquio con Jim sono:

  1. Estremo ottimismo di medio-lungo termine sulla Cina: “aspetto la svalutazione dello Yuan e poi entro a mani basse sulle borse di Shangai e Shenzhen selezionando le società leader nei settori a più alti tassi di crescita”. Nonostante i resoconti non positivi della stampa occidentale sulla situazione economica e finanziaria attuale la Cina sarà, secondo Jim, la superpotenza economica mondiale già a partire dal 2010.
  2. Massimo pessimismo sulla Russia: “non investirò un centesimo in Russia nel corso della mia vita”.  Il giudizio negativo si estende a quasi tutti i paesi dell’ex URSS in cui è in corso un processo disgregativo che porterà ad una serie di stati indipendenti.
  3. Moderato ottimismo sul Giappone legato alla ripresa economica, all’influenza della cultura giapponese sul resto dell’Asia e alla nascita del settore dei fondi pensione privati. La grande fase di sviluppo dell’economia giapponese è tuttavia alle spalle ed esistono problemi strutturali di grande portata, quali un ciclo demografico negativo non compensato da immigrazione e la non competitività dei servizi e del settore agricolo.
  4. E l’Europa? Forse preso da un’esperienza culinaria che ha particolarmente apprezzato a base di piatti lombardi (vedi il resoconto della cena del 28 ottobre della sua compagna di avventura Paige Parker sul sito web citato sopra) o forse per paura di offendere chi gli offriva la cena ha evitato ogni giudizio esplicito sull’Europa. Ma conoscendo Jim ormai da una dozzina di anni percepisco che il suo sentimento nei confronti dei mercati azionari europei e suul’Euro è negativo, con l’unica eccezione dell’Irlanda, di cui nota la crescita economica sostenuta e la diversità demografica (alta percentuale di giovani rispetto al totale della popolazione) rispetto al resto dell’Europa.

Per approfondire le tecniche utilizzate da Jim Rogers come investitore si può leggere, oltre a quanto inframmezzato nella narrazione del viaggio in Investment Biker, i capitoli a lui dedicati in The New Money Masters di John Train e Market Wizards di Jack Schwager.