A caccia di "Multi-Baggers"
Paolo Tenti
- 1 Ottobre 1999


Dopo aver lasciato nel 1990 la guida del fondo Magellan della Fidelity, Peter Lynch si è dedicato alla gestione di fondazioni aventi scopi caritatevoli e ad una intensa attività editoriale. Sin dal suo primo libro, One Up on Wall Street, uno dei concetti che ha presentato con maggiore convizione è stato quello della necessità di andare a caccia di “ten-baggers” al fine di ottenere performance superiori. Il termine ten-bagger è entrato nel gergo comune di Wall Street per identificare un titolo azionario la cui quotazione si moltiplica per dieci, ed è poi stato generalizzato in “multi-bagger” semplicemente contando per quante volte l’investimento iniziale si moltiplica. Peter Lynch attribuisce buona parte del suo straordinario successo come gestore azionario all’aver avuto in portafoglio, nel corso dei 14 anni alla guida del Magellan, un piccolo numero di multi-baggers.

Comprando Microsoft alla sua entrata in borsa nel marzo del 1986 un investitore avrebbe realizzato 474 volte l’investimento iniziale, ovvero 1000 dollari equivarebbero oggi a 474.000 dollari. Investire sin dall’inizio in Microsoft e detenere le sue azioni a tutt’oggi non è ovviamente impresa facile e credo non sia riuscita ad altri che ai suoi fondatori Bill Gates e Paul Allen. Tuttavia, già nel 1988 poteva risultare chiaro come Microsoft avesse vinto la battaglia dei sistemi operativi per computers IBM-compatibili; investendo all’inizio del 1988 ci si sarebbe dovuti “accontentare” di moltiplicare per 116 il proprio investimento. Nel 1992, all’uscita del sistema operativo Windows non era necessario essere un guru dell’informatica, ma era sufficiente scoprire che nelle prime sei settimane Microsoft aveva venduto 3 milioni di copie del nuovo sistema ed investire nel titolo per moltiplicare per 18 l’investimento. Alla fine del 1995 esce Windows 95, con vendite di 7 milioni di copie in 3 mesi; i ritardatari avrebbero potuto moltiplicare per 8 il loro investimento. Se state pensando a varie scuse per non aver investito in Microsoft, forse per evitare di battere la testa contro il muro per avere mancato un’occasione irripetibile ho buone notizie per voi. Pur essendo un utilizzatore di computers sin dal 1985 non ho mai investito in azioni Microsoft; la mia lista di scuse è la seguente: nel 1986 da neolaureato non avevo soldi, nel 1988 c’era appena stato il crash e doveva iniziare un bear market di 10 anni, nel 1992 non avevo un conto presso un broker americano, nel 1995 era ormai tardi. Al di là delle vicende personali la cosa che più conta è che le opportunità sui mercati azionari esistono sempre. Alcune dimostrazioni? Oltre a casi di evidente dominazione di settori ad alti tassi di crescita come Intel (l’investimento nel luglio 1986 si sarebbe moltiplicato per 98), con un po' più di rischio e preveggenza si sarebbero potuti individuare il leader del nascente settore delle reti informatiche in Cisco (l’investimento nel marzo del 1990 si sarebbe moltiplicato per 420) e il leader dei provider Internet America OnLine (l’investimento iniziale nel marzo 1992 avrebbe portato ad una moltiplicazione per 436), portando a tassi di rendimento annui ben superiori a quello dell’investimento in Microsoft. Gli anni più recenti hanno offerto numerose opportunità: tre esempi sono Yahoo che si è moltiplicata per 36 dalla quotazione iniziale dell’aprile 1996, Amazon che si è moltiplicata per 53 dalla quotazione del maggio 1997, Softbank che si è moltiplicata per 18 dalla quotazione iniziale del 1994. Il rammarico per avere mancato l’investimento in Microsoft mi ha portato ad affinare una serie di regole pratiche per poter beneficiare dall’investimento in titoli ad alto potenziale, che possibilmente si trasformino in multi-baggers.

  1. Non bisogna ritenere che le opportunità esistano solo nel settore tecnologico: esempi di multi-baggers di altri settori sono Gillette, Coca-Cola, McDonald’s, Wal-Mart, Home Depot, South West Airlines, Nucor
  2. 2. E’ necessario cercare di anticipare i tempi al fine di sfruttare al massimo il potenziale dei titoli: quando ci sono articoli su riviste e giornali finanziari non è troppo tardi, ma si è probabilmente persa la fase esplosiva del rialzo
  3. 3. Se si ha la abilità o fortuna di individuare un multi-bagger è necessario seguire con attenzione il titolo al fine di individuare i momenti ideali nei quali effettuare disinvestimenti parziali, in modo tale da non far aumentare eccessivamente il peso del titolo sul portafoglio e da generare risorse da reimmettere nella quota dedicata ai titoli ad alto potenziale
  4. 4. Alto potenziale vuole anche dire alto rischio: è necessario limitare la quota da investire in tali titoli ad un parte marginale del portafoglio. Supponiamo di dedicare il 5% di un portafoglio investendo in 5 titoli ad alto potenziale. Se uno di questi titoli si moltiplica per 5 nel corso di un anno mentre gli altri 4 si dimezzano si avrà comunque un beneficio netto di performance del 2% sull’intero portafoglio. La relazione tra rischio e rendimento è favorevole a patto di investire quote limitate di portafoglio e di avere un approccio statico all’investimento insistendo sui titoli vincenti per periodi di tempo anche molto lunghi.